Chi ha provato un monoruota elettrico si ricorda la prima volta: la ruota vuole andare avanti, le gambe vanno ognuna per conto suo e le mani cercano un manubrio che non c’è. Passa, e di solito prima di quanto pensi. Ma la ruota con cui cominci e il modo in cui imposti le prime uscite decidono se diventerà il tuo mezzo preferito o un oggetto costoso fermo in corridoio.
Quale monoruota scegliere per iniziare?
Il miglior monoruota elettrico per principianti è una ruota leggera da 14–16 pollici senza sospensioni, pensata per il tuo peso con un po’ di margine e che all’inizio si possa guidare piano. Una ruota così pesa circa 13–20 chili, si porta a mano e perdona i primi tentativi goffi. Aspetta a passare alle ruote pesanti con sospensioni, qualunque sia la misura in pollici: sono fantastiche quando sai già andare, ma faticose da tirare su e difficili da trattenere quando scendi. E dedica alle protezioni e a un’area chiusa dove esercitarti la stessa attenzione che dedichi al modello.
Com’è andare sul monoruota elettrico
Stai in piedi su due pedane, una per lato, con i polpacci appoggiati ai fianchi della ruota. Se ti inclini in avanti la ruota accelera per restare in equilibrio, se ti inclini indietro frena. L’elettronica tiene l’equilibrio avanti e indietro, quello laterale tocca a te, come in bicicletta. Per curvare giri testa, spalle e bacino dove vuoi andare e premi un po’ di più con un piede.
La parte strana è che non c’è niente a cui tenersi. Niente manubrio, niente leva del freno, niente acceleratore: fa tutto il corpo. Per questo i primi tentativi sembrano più difficili del previsto, anche a chi scia o va in skateboard. Quando però ci hai preso la mano, in tanti paragonano la sensazione al surf o allo snowboard sull’asfalto.
Il primo monoruota: conta soprattutto il peso
La misura in pollici cambia la sensazione di guida: le ruote piccole sono agili e facili per imparare, quelle grandi scorrono più tranquille sulle irregolarità. Ma è la categoria – batteria, motore, sospensioni – a decidere il peso. L’InMotion P6 ha una gomma da 14 pollici e pesa più di 50 chili. Il peso è la cosa che i principianti sottovalutano di più: solleverai la ruota, la rimetterai in piedi dopo ogni discesa e la porterai per le scale, tante volte a ogni uscita.
| Tipo ed esempi da noi | Ruota e peso | Adatto a |
|---|---|---|
| Ruote per principianti InMotion E20, InMotion V8S, Begode A2 | 14–16 pollici, circa 13–20 kg | Imparare, giri brevi, portarlo con sé |
| Ruote con sospensioni InMotion V9, V11Y e V12S | 16–18 pollici, circa 23–35 kg | Giri più lunghi e fondi peggiori, quando sai già andare |
| Ruote pesanti ad alte prestazioni Leaperkim Patton-S e Sherman-L, InMotion V14 e P6, Kingsong F22 Pro, Begode Race | 14–20 pollici, circa 36–51 kg | Rider esperti e giri lunghi |
I pesi vengono dalle specifiche delle pagine prodotto. Tutta la gamma la trovi tra i nostri monoruota elettrici.
L’InMotion E20 è un caso a parte. Ha due gomme da 14 pollici affiancate sullo stesso mozzo, che rendono più facile l’equilibrio laterale, e una modalità per principianti a 7 km/h che poi sblocchi a 15 e 20 km/h nell’app. Il prezzo di questa stabilità è che in curva è meno agile di un monoruota classico. Se vuoi saltare quasi tutto l’allenamento all’equilibrio, nella stessa collezione c’è il Ninebot Mini Pro 2: ha però due ruote e un piantone da guidare con le ginocchia, quindi non è un monoruota.
Velocità, autonomia e carico massimo all’inizio
La velocità massima in scheda è il dato meno importante per chi comincia. Conta quanto margine ha la ruota alla velocità a cui vai davvero. Una ruota più potente ha più riserva in salita e in frenata, ma pesa di più, e nelle prime settimane andrai comunque tra il passo e la corsetta. In Italia il monoruota non segue le regole del monopattino elettrico: prima di usarlo fuori da un’area privata non aperta al pubblico, verifica dove è consentito.
All’inizio l’autonomia raramente è un problema, perché le uscite sono brevi. Guarda piuttosto il carico massimo. Le ruote più leggere sono spesso pensate per rider leggeri: secondo il produttore l’InMotion E20 regge al massimo 90 kg, la Begode A2 100 kg. Se sei vicino al limite, o giri con lo zaino, scegli una ruota con margine: le ruote con sospensioni della tabella reggono 120–140 kg. Quando più avanti farai giri più lunghi, valgono le stesse regole pratiche del monopattino: velocità, peso, freddo e salite si mangiano i chilometri. Ne parliamo nella guida per aumentare l’autonomia.
Protezioni dalla prima uscita
Su questo non si discute. Sul monoruota non c’è niente a cui aggrapparsi quando qualcosa va storto, e chi scende in avanti atterra quasi sempre su mani e ginocchia. Casco, polsiere e ginocchiere sono il minimo, e aiutano anche le gomitiere. Una sola ruota ha poca superficie d’appoggio: su ghiaia, foglie o fondo bagnato perde aderenza in fretta. Quando la velocità sale, molti passano al casco integrale, e sulle ruote pesanti e veloci la scelta sensata è un integrale da moto omologato ECE 22.
Il casco va provato, perché calzi bene, e va cambiato dopo ogni caduta forte: assorbe l’urto deformandosi e poi non protegge più come prima. Lo spiega Altroconsumo, che ricorda anche che i caschi da bici venduti in Europa sono omologati secondo la norma EN 1078. Scarpe robuste con una suola che fa presa, meglio se alte, proteggono le caviglie.
Caschi da bici per le prime uscite tranquille li trovi tra i nostri caschi: controlla l’omologazione di quello che scegli. Ginocchiere, gomitiere e polsiere sono nella categoria sicurezza.
Imparare ad andare sul monoruota, passo dopo passo
- Carica la batteria al 100 % e leggi il manuale, soprattutto la parte su cosa significano segnali acustici e spie. Se la ruota ha una modalità per principianti o un limite di velocità nell’app, impostalo basso.
- Trova una superficie piana e liscia, senza traffico né persone, in un’area privata non aperta al pubblico dove hai il permesso di andare: per esempio una pista recintata o una palestra. Evita ghiaia, foglie e pendenze.
- Metti un piede sulla pedana e lascia l’altro a terra, con una mano su un muro, una ringhiera o la spalla di un amico. Senti come risponde la ruota quando premi piano con la punta e con il tallone.
- Sali dritto, senza piegarti in avanti. Porta il peso sul piede che è già sulla pedana e fai salire l’altro con un movimento rapido. Chi si accovaccia e si appoggia alla ruota spesso la vede partire prima di essere pronto.
- Scorri lungo il muro qualche metro alla volta. Sguardo avanti, non sui piedi, e ginocchia leggermente piegate.
- Lascia l’appoggio quando riesci ad andare dritto. Come in bici, l’equilibrio è più facile con un po’ di velocità che a passo di lumaca.
- Allenati a fermarti. Inclinati piano all’indietro finché la ruota è quasi ferma, appoggia un piede a terra e scendi.
- Le curve per ultime. Gira testa e spalle dove vuoi andare e premi un po’ di più con un piede: la ruota ti segue.
Quanto ci vuole? Di solito i primi risultati arrivano dopo circa un’ora di allenamento, scrive Vaielettrico nella sua guida per principianti; perché diventi naturale servono da qualche giorno a qualche settimana. Meglio tante uscite brevi che una lunga: all’inizio tieni le gambe contratte e ti stanchi presto. Due accorgimenti salvano la ruota e le dita dei piedi, e li trovi anche nella seconda parte della guida: spegni la ruota prima di sollevarla, perché se è accesa può mettersi a girare appena si stacca da terra, e usa una cinghia di sicurezza agganciata alla maniglia, così la ruota non scappa quando scendi.
Gli errori tipici dei principianti
- Una ruota troppo pesante da subito. Una ruota pesante ad alte prestazioni è difficile da rialzare e si rovina di più ogni volta che cade.
- Lo sguardo sui piedi. Vai dove guardi. Guarda avanti.
- Gambe rigide. Tieni le ginocchia morbide e lascia lavorare le caviglie: così la ruota può muoversi sotto di te.
- Cuffie con cancellazione del rumore. La ruota avvisa con dei bip, e devi sentirli.
- Ghiaia, foglie bagnate e pavé bagnato troppo presto. Aspetta di saperti fermare e curvare senza pensarci.
- Lasciare a casa le protezioni quando comincia ad andare bene. Molte cadute arrivano quando ci si sente un po’ troppo sicuri.
Bip e tiltback: quando la ruota dice basta
Un monoruota non può dare più potenza di quella che motore e batteria riescono a erogare. Quando ti avvicini al limite – velocità alta, salita ripida, batteria scarica o troppa inclinazione in avanti – la ruota ti avvisa con dei bip, e molte alzano anche la punta delle pedane perché tu ti raddrizzi e rallenti. Si chiama tiltback, o pushback.
Prendi l’avviso sul serio e rallenta subito. Se chiedi alla ruota più di quanto il motore riesca a dare, non può più tenerti in equilibrio e finisci in avanti. Lo stesso fenomeno, chiamato nosedive, è alla base del richiamo degli skateboard autobilanciati Onewheel negli Stati Uniti nel 2023. Nell’app di solito puoi scegliere a che velocità la ruota comincia ad avvisare: all’inizio impostala bassa e alzala man mano che prendi sicurezza. Vai più piano anche verso la fine del giro, perché una batteria quasi scarica ha meno forza.
Trasportarlo, riporlo e portarlo in treno
Un monoruota non occupa quasi spazio a terra, ma per le sue dimensioni pesa. Scegli in base alla tua giornata: ascensore o scale, auto o autobus, ingresso o cantina. Molte ruote hanno una maniglia estraibile per tirarle come un trolley, e lo trovi indicato nella pagina prodotto. Per l’InMotion V8S c’è una borsa dedicata tra le nostre borse per il trasporto.
Se vuoi portarlo sui mezzi, controlla prima le regole dell’azienda di trasporto. Sui treni del Regionale, per esempio, Trenitalia ammette gratis un monowheel fino a 120 × 80 × 45 cm, spento e sistemato sotto il sedile o tra i posti vis-à-vis senza intralciare gli altri viaggiatori. Su metro e autobus le regole cambiano da una città all’altra: le differenze le spieghiamo nella guida su come portare il monopattino elettrico sul treno e sui mezzi pubblici. La batteria si carica e si conserva come quella di un monopattino: trovi come fare nella guida per caricare bene la batteria.
Manutenzione e ricambi
Un monoruota ha poche parti soggette a usura, ma quelle che ci sono lavorano sodo: gomma, camera d’aria, pedane e scocca.
- Pressione delle gomme. Controllala spesso e resta nei valori del manuale e del fianco della gomma: cambia sia la presa sia il modo in cui la ruota risponde.
- Viti. Dopo le cadute delle prime settimane ricontrolla gli attacchi delle pedane e le viti della scocca.
- Pioggia. Motore e batteria stanno nella stessa ruota che riceve tutti gli spruzzi della strada. Cosa significa il grado IP della scheda tecnica lo spieghiamo nell’articolo sul grado IP.
Gomme, camere d’aria e altre parti per diversi modelli InMotion le trovi nel portale ricambi. Se non trovi il pezzo, scrivi all’assistenza clienti indicando il modello e quello che ti serve. Come la pensiamo su riparazioni e ricambi lo racconta la nostra visione ambientale.
Quando passare alla seconda ruota?
Quando vai senza pensare all’equilibrio, vorresti andare più lontano di quanto permette la batteria o senti la ruota avvisare nelle salite che fai spesso, è il momento. Il passo successivo di solito è una ruota da 16–18 pollici con sospensioni, che assorbe meglio le irregolarità e ha più batteria e più potenza. Le ruote pesanti ad alte prestazioni nell’ultima riga della tabella sono per chi va già da un po’: pesano 36–51 chili e chiedono di più sia in protezioni sia in esperienza.
La prima ruota non diventa inutile per questo. Molti la tengono per le commissioni brevi, o diventa la ruota di famiglia per chi vuole imparare.






